Miami Vice e le testarossa

Si narra che Enzo Ferrari donĂ² personalmente 2 ferrari testarossa per le riprese.

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Miami Vice è una serie televisiva statunitense, di genere poliziesco, prodotta dal 1984 al 1989. La serie è interpretata da Don Johnson e Philip Michael Thomas nei panni rispettivamente di James "Sonny" Crockett e Ricardo "Rico" Tubbs, due detective sotto copertura.

Modaioli e griffati, i due poliziotti di Miami Vice prestano servizio viaggiando a bordo di una Ferrari Testarossa color bianco. Durante la prima stagione fu utilizzata una replica dellaFerrari 365 Daytona Spyder, assemblata utilizzando come base una Chevrolet Corvette. Il solo esemplare autentico è quello che compare parcheggiato per pochi secondi nell'episodio pilota.

La leggenda racconta che per far cessare questa situazione imbarazzante dato l'utilizzo in una serie televisiva di grande successo di un falso esemplare di Daytona, Enzo Ferrari avesse donato due autentiche Ferrari  Durante tutta la serie furono utilizzate numerose auto sportive e di lusso tra le più famose degli anni ottanta.

Le due Testarossa, donate dalla Ferrari per far cessare ogni questione, erano originariamente di colore nero -come suggeriscono anche gli interni chiari, non disponibili con verniciatura esterna bianca-. Fu il regista Michael Mann a farle ridipingere in bianco, per ottenere maggior contrasto nelle numerose scene in notturna. Uno degli esemplari appare nella livrea originale nell'episodio "Gli irlandesi", primo della terza stagione.

La Testarossa (con le sue evoluzioni 512 TR e F512 M) è una berlinetta a motore centrale prodotta dalla Ferrari dal 1984 fino al1996.

Al Salone dell'automobile di Parigi del 1984 la Ferrari svelò l'erede della 512 BB, di cui conservava la meccanica. La vettura, con la sua linea, opera di Pininfarina, caratterizzata dalla coda notevolmente allargata (dominata dalle luci rettangolari immerse in una serie di barre orizzontali) e dalle grandi griglie laterali, suscitò subito ampi consensi (e qualche critica: qualcuno la considerò persino eccessiva, più vicina all'ostentazione Lamborghini che all'eleganza sportiva Ferrari). Anche gli interni, lussuosamente rifiniti, erano opulenti.

In origine la Testarossa aveva un solo specchietto retrovisore molto sporgente e posto curiosamente a metà del montante del parabrezza, per tentare di migliorare la scarsissima visibilità posteriore, ostacolata dalla massiccia coda; tale collocazione non era, in effetti, particolarmente elegante, per cui nel 1986 si passò ad una soluzione più tradizionale, con due specchietti alla base dei montanti.

La meccanica era mutuata dal modello precedente, ma venne affinata: il 12 cilindri a V di 180° di 4 942 cm³ beneficiò di una nuova testata a 4 valvole per cilindro ed erogava ora una potenza di 390 CV. Il retrotreno venne dotato di doppi ammortizzatori.

La Testarossa originaria rimase in produzione praticamente invariata (salvo modifiche di dettaglio a cerchi e dotazioni) fino al 1992. Nel 1989, però, per adeguarsi alla normativa antinquinamento, venne montata la marmitta catalitica, con conseguente calo di potenza a 380 CV.

Della Testarossa la Ferrari produsse un modello unico in versione spider per l'avvocato Gianni Agnelli.

Al Salone di Los Angeles del 1992 debuttò la 512 TR, evoluzione della prima Testarossa. Le modifiche estetiche erano assai limitate (nuovo frontale, con diversa mascherina, e nuovi paraurti), ma quelle agli interni (totalmente nuovi) e alla meccanica erano sostanziose.

Il motore, modificato anche nei pistoni, nell'albero motore e nei condotti d'aspirazione e scarico, ottenne un nuovo impianto diiniezione Bosch. La potenza salì a 428 CV e la velocità massima a 314 km/h. L'accelerazione da 0 a 100 km/h avveniva in 4,8 s.

Anche il telaio venne sottoposto a numerose modifiche (come l'adozione di tubi d'acciaio di sezione più grande) volte a migliorarne la rigidità torsionale e la resistenza in caso d'urto[3]. Dal 1993 il sistema antibloccaggio ABS disinseribile veniva fornito come optional, in Italia al costo di 10 710 000 Lit.

Nel 1994 debuttò l'ultima evoluzione della Testarossa, la F512 M.

Le novità estetiche riguardavano soprattutto il frontale (con mascherina ridisegnata e fari a vista carenati da una copertura in plexiglas, anziché a scomparsa come sulle serie precedenti), i paraurti (nuovi), i gruppi ottici posteriori (doppi, circolari e privi di grigliatura) e i cerchi (componibili con disegno a 5 razze ad elica). All'interno cambiavano alcuni dettagli, mentre sotto l'aspetto tecnico le novità erano maggiori.

La potenza del motore crebbe a 440 CV e le prestazioni, grazie anche al peso ridotto di 60 kg, parlavano di una velocità di 315 km/h e di un'accelerazione in 4,68 s. Lo scatto da 0 a 1000 m veniva coperto in 22'7 s. L'ABS divenne di serie.

Ad oggi rimane una delle Ferrari più ricercate, sia per via dell'esiguo numero di esemplari prodotti (limitati a 500), sia per il fatto di essere l'ultima Ferrari prodotta con il 12 cilindri boxer (la cui prima presentazione risaliva alla Ferrari 365 GT4 BB presentata nel 1973), e l'ultima a montare posteriormente tale frazionamento.

La F512 M uscì di listino nel 1996, per lasciar spazio alla 550 Maranello. In totale vennero prodotte circa 10 000 fra Testarossa, 512 TR eF 512 M.



G.G.